Aria di musica nuova con Dieciunitàsonanti e Mamavegas

A cura di Tanina Cordaro

Una bella accoppiata quella di ieri sera al Circolo degli Artisti: Dieciunitàsonanti e i Mamavegas, due brave band romane che sono riuscite a conquistare un bel po’ di gente con il loro sound elettrico e nuovo.

Quattro abat-jour illuminano di un caldo rosso il palco quando le Dieciunitàsonanti salgono su per attaccare subito la spina e suonare il loro rock fresco. Le canzoni, che «sono frutto di tanto lavoro e tanta fatica» – sottolinea Alessandro (voce e chitarra) – compongono il nuovo album Manuale di ascesa e caduta.

La sala si riempie sulle note di 16, Scientifico e Il vino buono ce l’hanno i ricchi, rock pop squillante suonato con decisione, chitarre in primo piano e melodie abili. Il ritmo è pieno e i ragazzi, alzati i volumi, non smettono di far pulsare le casse e divertire il pubblico. Alle pose tranquille del bassista fanno da contrappunto i saltelli e gli scatti nevrotici del chitarrista, che sferra note graffiate con le dieci dita che si rincorrono energiche. La band saluta tutti sull’ultimo pezzo, ed è già volata via un’ora…

Dopo una breve pausa è il turno dei Mamavegas. Sul palco sei musicisti che da subito svelano la loro capacità di creare musica alla quale non i può restare indifferenti. Ascoltarli è una totale immersione in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo. Il flusso sonoro è un continuo crescendo dove convergono arpeggi di chitarra, un canto folk e morbide armonie vocali sorrette dalla solidità della batteria. La forza del gruppo sta nella varietà, nel cambio di ritmo che dona a un unico pezzo la capacità di sorprendere chi ascolta. Le loro trame sonore provocano un’attrazione, le melodie intriganti si dilatano e la voce segue gli strumenti.
Per un’ora circa la band, affiatatissima, suona folk febbrile miscelato al post-rock ipnotico. There’s always a little pleasure, The way to St Ruiz e Zero g sono solo alcuni dei pezzi che i Mamavegas regalano a un pubblico entusiasta e per niente convinto di lasciarli andare via…in effetti ci eravamo appena riscaldati!