I ricordi di Jonny Blitz

Di recente ci è capitato di ascoltare l’ep “Ti ricordi quella volta che” dei romani Jonny Blitz.
Solo quattro pezzi per poco meno di quindici minuti di musica.
Forse insufficienti per dare un giudizio completo su questo quartetto; forse invece il giusto assaggio per una realtà musicale piuttosto interessante.

Quattro brani si diceva, permeati da un sound fresco e da sonorità piacevoli, velatamente malinconiche, pienamente rock e dal mood cantautorale.
I testi, in italiano, raccontano storie ed evocano ricordi: il titolo scelto per l’ep non è per nulla casuale.
Canzoni che scivolano leggere sulla pelle come una pioggia fine, che accarezzano e ma che lasciano tracce significative nelle orecchie e nel cuore di chi ascolta: segno che dietro questo lavoro c’è spessore.

Un disco molto “estivo”, anche, sia da un punto di vista sonoro che testuale: provare i primi due brani in scaletta per credere, Trastevere ed Estate .  Il primo scava nei ricordi con allegria, con chitarre sorridenti e con “la Clio rossa del ’93”, che portava lontano. In Estate le domeniche d’agosto  durano un’eternità, intense fino a divenire romantiche nelle chitarre che sembrano evocare i titoli di coda di una stagione della vita.
Isola, dal sound surf, non maschera la malinconia di una storia che finisce, è godibile ed incalzante.
Chiude la piacevole storia di Jago il mago: e se “è sempre più difficile sorprendere la gente che ormai si è abituata a non sorprendersi di niente”, noi ci accontentiamo  di questo ep, che è un bel biglietto da visita per una band che vale la pena di seguire.

“Ti ricordi quella volta che” ha il sapore di:

Tramonti ingialliti di fine estate