Chiusi nella Baracca di latta

Si sono scelti un nome certamente originale. I 3chevedonoilrE sono in quattro e vengono da Roma.
Anche se attivi da diversi anni, hanno solo recentemente pubblicato, in totale autoproduzione, il loro disco d’ esordio, “Nella baracca di latta”.
Tredici brani in tutto (14 se consideriamo la coda-reprise), per un lavoro che si caratterizza per un sound profondamente rock, nel senso più ampio possibile, comprese tutte le derive del caso.

La percezione è questa: un disco di rock italiano e in italiano, che non provi a fare il verso a colleghi più noti del passato o del presente (pur essendo figlio di tante cose ascoltate) ma che ricerchi costantemente la propria strada, con indubbia abilità e qualche superabile ingenuità.
Un sound nel complesso completo, e un sacco di idee buone: riff intelligenti, melodie orecchiabili, ritornelli che restano (vedi l’ottima  Rema fino a che sei in acqua o il brano di apertura Non è vero niente),  testi allegri ed ironici, sostanzialmente ben scritti.
Il merito, crediamo, sta nell’ottimo  lavoro in fase di composizione e un altrettanto buon lavoro in studio di registrazione.

E’ per questo forse che i 3E riescono  ad essere incredibilmente diretti, con brani dall’appeal immediato.
Nella baracca di latta ci piace anche perchè un disco vario: passare dai suoni vagamente 70′s italiani di Festival a quelli contaminati di Essere qui adesso, o  a quelli incalzanti della autoreferenziale Tre che vedono il re o di  Auf Wiedersehen, e farsi affascinare da Carmelita. Riflettere sui ritmi frenetici della nostra società con la piacevole Troppo lento, o non farsi spaventare dal Gatto nero.
Pregevole la cover gaberiana de L’illogica allegria, che in qualche modo ci fa capire da quale retroterra musicale si muovono i 3E, e quali sono le strade che hanno intrapreso.

Talento e voglia di fare; suonano parecchio in giro, si stanno facendo conoscere, e hanno ottenuto un ottimo secondo posto (dietro ai lanciatissimi Kutso) all’ultimo Martelive.
E poi sono simpatici: infondono allegria e spensieratezza, e noi che siamo persone di cuore,  non chiediamo di meglio.
Al nostro primo incontro ci siamo piaciuti. Chissà come andrà con i prossimi appuntamenti.

Nella baracca di latta ha il sapore di:

Un bagno fuori stagione