Last Updated on Thursday, 12 August 2010 10:47
Written by fabio piccolino
Tuesday, June 1st, 2010
Si chiama Timothy il progetto solista di Tiziano Russo, bassista dei Dolcevena ed animo sensibile.
Perché Some page quarters, pubblicato di recente, ha il gusto prezioso delle piccole cose.
Un prodotto confezionato con cura e passione, e da cui emerge una voglia di melodia e di suoni minuziosi e delicati.
Canzoni semplici, nella forma e nella realizzazione, che spesso si strutturano solo su voce e chitarra, ma che non per questo risultano noiose o ridondanti.
Interamente composto e suonato da Timothy, il disco si compone di dieci brani, per poco più di trenta minuti complessivi.
Una piccola cosa, si diceva, ma proprio per questo una realizzazione sincera, che arriva al centro del petto di chi l’ascolta, perché composta senza artifici od orpelli innaturali, e realizzata toccando i giusti tasti. Con gusto, abilità e originalità.
Giri di chitarra morbidi ed affascinanti, su cui si adagia una voce limpida, che pronuncia (in inglese) parole avvedute, per nulla lasciate al caso o all’improvvisazione dovuta alla musicalità anglofona.
Si parte con The game we’re in, dal sapore beatlesiano, e la solare Satisfying (“but when i’m laying in my bed/the most of you are in my head”), e ci accorge solo arrivati ad Apples Fall, dell’assenza di batteria delle due composizioni precedenti.
Che si passi per il fascinoso pop di Fake Book, per l’ironica rassegnazione di I hate Sundays, per la bellissima No way out, dal gusto made in Seattle, per l’essenzialità coinvolgente di The right side, per la malinconia evocativa di The covering dust, ci si rende conto presto che questo disco è un gioiello prezioso.
Non è facile comporre e presentare brani spogliati di ogni artificio, ed assolutamente efficaci.
Timothy ci riesce perché ha sentito forte un’esigenza, e l’ha fatta diventare questo disco. Ha avuto il coraggio di far uscire dal guscio canzoni che arrivano da dentro sé stesso , ed ha avuto la forza e la voglia di condividerle con noi.
Vale da solo come motivo per ascoltare quello che ha da dire.
Some page quarters ha il sapore di:
Il sorriso che viene da un ricordo piacevole