I suoni caldi di Wilda

A cura di Giorgio Indaco

Night Banquet” è il titolo del loro Ep; Wilda esplora un vero e proprio “back to the basics” con un  sound diretto, genuino e roots, come nella migliore tradizione folk-blues.
La strumentazione è minima ma efficace; chitarre acustiche e slide guitar, armonica, percussioni e voce. Continue reading

Discoverland, le cover distrutte di Pier Cortese e Bob Angelini

Una bella serata di musica quella del 21 marzo al Circolo degli Artisti.
In programma c’è la “seconda puntata” di Health Beat, progetto a cura di Code Agency ed Inocula Management il cui incasso è totalmente devoluto ad un progetto di Amref in Kenya.
Nobili intenti dunque, e solo questo (ci pare) valga per partecipare alla serata. Ancor di più, se in cartellone c’è la prima uscita pubblica del progetto Discoverland, con Roberto Angelini e Pier Cortese.
Discoverland, nel senso di distruzione di cover, così come ci avevano già spiegato nel loro intervento in radio. Continue reading

Un razzo, un cane e due Anelli

Il 20/10/2010 è senza dubbio una data suggestiva: la data ideale per far uscire un disco.
La pensano così, perlomeno, gli Anelli Soli, che sfruttando questi numeri evocativi, hanno dato alla luce l’ep “Il super razzo e il cane stanco”.
Per la loro seconda prova in studio, il duo siciliano presenta un pugno di brani eterogenei, che rivelano uno stile poliedrico e versatile: cinque pezzi in scaletta che hanno la capacità di scatenare nell’ascoltatore curiosità e il probabile desiderio di approfondire il discorso. Continue reading

Riascolta la puntata del 27 ottobre in radio – JOBI4

Riascolta la puntata di Rock e i suoi fratelli di mercoledì 27 ottobre su Radio Meridiano 12.
Ospiti della puntata i Jobi 4, che ci hanno fatto ascoltare alcuni brani del loro ultimo ep.
Si è parlato anche di teatro, con uno spettacolo dal titolo molto particolare…

Per ascoltare la puntata, clicca qui

Roberto Angelini, piccoli tesori nascosti

A cura di Tanina Cordaro

I piccoli tesori sono nascosti, bisogna cercarli pazientemente e senza perdersi d’ animo.
Succede poi, che in una sera di un martedì qualunque finalmente ne trovi uno.
Il live al Contestaccio di Roberto Angelini è stato questo: una preziosa rarità, musica rigenerante e incantevole.
Accompagnato da Giovanni Di Cosimo alla tromba, Gabriele Lazzarotti al basso e Daniele il Mafio Tortora ai suoni, il cantautore romano ha sprigionato un’ intensa energia musicale. Continue reading

Suoni morbidi per anime sensibili

Si chiama Timothy il progetto solista di Tiziano Russo, bassista dei Dolcevena ed animo sensibile.
Perché Some page quarters, pubblicato di recente, ha il gusto prezioso delle piccole cose.
Un prodotto confezionato con cura e passione, e da cui emerge una voglia di melodia e di suoni minuziosi e delicati.
Canzoni semplici, nella forma e nella realizzazione, che spesso si strutturano solo su voce e chitarra, ma che non per questo risultano noiose o ridondanti.

Interamente composto e suonato da Timothy, il disco si compone di dieci brani, per poco più di trenta minuti complessivi.
Una piccola cosa, si diceva, ma proprio per questo una realizzazione sincera, che arriva al centro del petto di chi l’ascolta, perché composta senza artifici od orpelli innaturali, e realizzata toccando i giusti tasti. Con gusto, abilità e originalità.
Giri di chitarra morbidi ed affascinanti, su cui si adagia una voce limpida, che pronuncia (in inglese) parole avvedute, per nulla lasciate al caso o all’improvvisazione dovuta alla musicalità anglofona.

Si parte con The game we’re in, dal sapore beatlesiano, e la solare Satisfying (“but when i’m laying in my bed/the most of you are in my head”), e ci accorge solo arrivati ad Apples Fall, dell’assenza di batteria delle due composizioni precedenti.

Che si passi per il fascinoso pop di Fake Book,  per l’ironica rassegnazione di I hate Sundays, per la bellissima No way out, dal gusto made in Seattle, per l’essenzialità coinvolgente di The right side, per la malinconia evocativa di The covering dust, ci si rende conto presto che questo disco è un gioiello prezioso.

Non è facile comporre e presentare brani spogliati di ogni artificio, ed assolutamente efficaci.
Timothy ci riesce perché ha sentito forte un’esigenza, e l’ha fatta diventare questo disco. Ha avuto il coraggio di far uscire dal guscio canzoni che arrivano da dentro sé stesso , ed ha avuto la forza e la voglia di condividerle con noi.
Vale da solo come motivo per ascoltare quello che ha da dire.

Some page quarters ha il sapore di:

Il sorriso che viene da un ricordo piacevole