Last Updated on Sunday, 6 June 2010 02:31
Written by fabio piccolino
Sunday, June 6th, 2010
Soul Ragù. Un titolo che dice molto più di quanto non si creda per l’ultimo album in studio dei Funkallisto.
Perchè soul è anima, e l’anima, questi brillanti musicisti, ce la mettono davvero tutta.
E perché “Soul Ragù” rende benissimo l’idea della commistione di generi, miscelati, cucinati con classe e dati in pasto ad ascoltatori che da anni ormai associano il nome Funkallisto alla qualità, ma anche a quelli che del gruppo romano, non aveva mai sentito parlare.
Musica che unisce e che coinvolge, come una spaghettata in compagnia, appunto.
9 i brani in scaletta, 9 pietanze, e diverse novità.
Innanzitutto, una sezione fiati vera e propria, che allarga la formazione ad otto elementi e dona al sound della band una corposità nuova, aprendo a nuove ed intriganti soluzioni sonore.
In più, una sorpresa inaspettata: due ospiti vocali, e per la prima volta, sentiamo da loro dei brani “cantati”.
Si tratta di Adriano Bono, (Radici nel Cemento), per la title track, e, probabilmente più efficace, di Daouda Mbow (Afrobeat Messengers) per Felafel.
Il risultato, in ogni caso. è un disco che scorre rapido e con grande allegria.
Funk unito a musica afro-americana, al jazz, all’afrobeat: giri di basso coinvolgenti per un suono che ormai è un marchio di fabbrica.
Lunghe sessioni, brani nati senza dubbio da passione ed improvvisazione, cui questi ragazzi ci hanno abituato sin dai tempi di Ponte Sisto.
I pezzi, tutti con riferimenti più o meno “mangerecci”, evocano sensazioni diverse e fanno muovere il corpo e la testa a tempo.
Frullafro, da ascolatare ogni lunedì mattina per cominciare bene la settimana; Charangas, che ha il gusto piacevole della colonna sonora, Sea Seek dalle atmosfere sognanti e rilassate, come un piacevole dormiveglia; Capocotta dal trascinante ritmo tropicale.
Avanti così, perchè Soul Ragù è davvero un bel sentire.
Ancor di più, se vi capita di vederli suonare dal vivo.
Soul Ragù ha il sapore di:
Una scorpacciata di colori