With Us, con i Rufus Party

E’ un piacere ascoltare il nuovo full-lenght dei Rufus Party, storica band emiliana che torna dopo cinque anni con un disco di dodici brani (in inglese) dal titolo “With Us” per un totale di  quasi 50 minuti di musica.
Essenziali nel titolo, colorati nella copertina, il loro è un album che cammina da solo. E decisamente, sta in piedi.
Un disco rock vecchia maniera, di un rock quasi cantautorale, che sa pescare e contaminarsi di blues, di pop e di soul.

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I suoni caldi di Wilda

A cura di Giorgio Indaco

Night Banquet” è il titolo del loro Ep; Wilda esplora un vero e proprio “back to the basics” con un  sound diretto, genuino e roots, come nella migliore tradizione folk-blues.
La strumentazione è minima ma efficace; chitarre acustiche e slide guitar, armonica, percussioni e voce. Continue reading

Il caleidoscopio sonoro dei Poptones

A cura di Tanina Cordaro

Si potrebbe definire un’energia grezza quella dei Poptones, tipica delle band “incontaminate”.
Nelle sei tracce dell’EP omonimo (MiaCameretta Records) suonano una mescolanza di rock, blues, garage e post-punk, diversi generi che convivono perfettamente nella loro musica elettrica.

Non sono dolci, non sono gentili, sono il Pan del Diavolo!

Due venerdì al mese l’Init si tinge dei colori nazionali. Italian Job è una rassegna nata in collaborazione con AnnoZeroLive Events e dedicata all’alternative italiano che porta con cadenze quindicinali sul palco del locale romano il meglio della nostra musica indipendente. Dopo Giorgio Canali e  i Madame Lingerie è toccato al duo siciliano Il Pan del Diavolo. I ragazzi hanno appena iniziato un tour che tra l’altro vedrà i Criminal Jokers diventare il basso, la batteria e la chitarra elettrica del gruppo. A Roma sono in formazione classica: Pietro Alessandro Alosi (voce, chitarra, grancassa) e Gianluca Bartolo (chitarra 12 corde).

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Lasciati rapire dalla musica del diavolo

Avvertenza: condizioni di uso prima di iniziare a leggere questa recensione. Aprite la pagina myspace dei Black Friday. Premete play sul player musicale, chiudete gli occhi e lasciatevi possedere dal blues di questi due ragazzi. Fatto? Bene, ora siete pronti per andare avanti.

I Black Friday sono Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Luca Sapio (Quintorigo). Nati nel 2010 hanno presentato ieri al Circolo degli Artisti il loro primo lavoro Hard Times. Dodici canzoni registrate in presa diretta comprendente classici del blues e due canzoni originali. Continue reading

Seppelliti da una cinica risata

A cura di Stefano Longo

Sia essa sorniona o sguaiata, ironica o isterica, Una risata ci seppellirà.
Ce lo raccontano i Guignol giunti alla loro terza fatica.
Dopo l’omonimo “Guignol” (2005) e “Rosa dalla faccia scura” (2009), la band milanese ci spiega la sua idea di rock: sarcastico e amaro nei testi, eclettico e retrò nelle corde e nelle percussioni.

L’artwork, realizzato da Clara Pasquato e Giuseppe di Fidio, è un antipasto agrodolce perfettamente in linea con il disco che accompagna: scritte insanguinate incorniciano un inquitante burattinaio vaudeville dalle fattezze vagamente d’alemiane, con tanto di cilindro.
Ma dietro la raffinatezza del prodotto non c’è snobismo intellettuale e Una risata ci seppellirà resta un album profondamente rock: ne ha il piglio e i tempi.

Tra riff rock n’roll, organetti psichedelici e una sezione ritmica saltellante, Cristo è annegato nel Po, la prima traccia, regala immediatamente un saggio del potenziale espressivo della band.
Sanno quando far sorridere il pubblico, ma anche quando fargli battere il piede e incalzarlo con ritmiche veloci come in Polli in batteria o ossessive come in La montagna.
Fedeli allo spirito del varietà, i Guignol spaziano tra generi e sonorità diverse, mantenendo abilmente una coesione garantita da uno spirito di fondo umoristico e decadente. Dal funky de Il sonno ritrovato a momenti più pop e spensierati come ne Il paradosso.
Blues fumosi come in Farfalla e 12 marmocchi, o da fienile come in Dall’alta parte, ma con un’immediatezza sfacciatamente punk.
Una perfetta base per testi satirici dalla vena tragicomica, arricchiti e incupiti da una sana dose di cinismo.

Un lavoro coerente e originale, che ha qualcosa da dire, anche se può far male.


Una risata ci seppellirà ha il sapore di:

Ascoltare una jam session in un teatrino fumoso

Bud Spencer Blues Explosion: energia totale

I Bud Spencer Blues Explosion si presentano nuovamente al Circolo degli Artisti per una serata che pare la rampa di lancio ideale per le prossime  date del loro lungo tour, che li vedrà portare per l’Italia il loro verbo sonoro, passando per il concertone del Primo Maggio, a cui quest’anno sono stati invitati come big.

Un concerto a metà, che se da un lato lascia l’amaro in bocca alla folla, numerosa, accorsa per veder suonare solo il duo Viterbini-Petulicchio, dall’altro accende gli animi dalla sorpresa di chi non conosceva gli zZz, altro duo,  olandese, con cui i BSBE hanno diviso il palco.

Due concerti in uno, perchè  il live del 29 aprile fa parte della manifestazione “Il sound del Giro“, rassegna di eventi doppi Italia-Olanda, in occasione della partenza del Giro d’Italia ad Amsterdam.

Ed è così che dopo la sessione degli zZz, in cui molti hanno pensato che Jim Morrison si fosse reincarnato nel batterista-cantante Bjorn Ottenheim, i BSBE entrano in scena, e il pubblico li accoglie, come d’abitudine, a braccia aperte.

Inizio sincopato e primi assaggi dell’essenza della band. Chitarrismi esagerati e battiti roboanti riempiono l’aria e stupiscono, se ancora ce ne fosse bisogno, per la grinta messa in scena dai due.

Il pubblico si scalda sulle prime note dell’album omonimo.
Mi sento come se,  se possibile ancor più tirata, che fa saltare i supporter nelle prime file, ed è impossibile restare fermi.
Esci Piano
, Frigido, dall’incedere incalzante, Fanno meglio, orfana di Valentina Lupi, ma energica in modo pazzesco, tanto che Adriano pare soffire nei riff, per esplodere di carica negli assoli.
Senza tregua fino al finale, l’attesissima (e riuscitissima)  cover di Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers, a cui si attacca, come fosse la cosa più naturale del mondo, una versione, mai così rock, di Insieme a te sto bene, Mogol-Battisti, anno 1971.

I BSBE confermano il loro stile inimitabile: un miscuglio di rock autentico, di virate pop (nel senso meno convenzionale del termine), di blues, ma anche di grunge e di  stoner.
Coprono tutte le frequenze, e se chitarra e batteria da soli su un palco vi sembrano pochi, usciti dal concerto vi accorgerete che non c’è bisogno di aggiungere altro.

Una chitarra indiavolata che spara assoli e virtuosismi, ma che allo stesso tempo non è altezzosa e fine a sè stessa. Adriano ha un tocco magico e trasforma in oro brani dall’appeal indiscutibile.
Cesare si muove tra i tamburi con un’agilità naturalissima, generando un suono limpido e al contempo saturo.
L’intesa è perfetta. I due si guardano spesso in faccia durante l’esibizione, e lo capisci al volo che si divertono da matti.

Suonaneranno un sacco dal vivo nei prossimi mesi.
Dovunque siate, non perdeteveli per nulla al mondo.