Frascati, ottimi “Frammenti”

Si avvia alla conclusione l’edizione 2011 di “Frammenti”, festival artistico-musicale che fa per qualche giorno di Frascati il centro intorno a cui ruota il meglio degli eventi musicali della coda della ricca Estate Romana.
Cinque giorni ben assortiti, e un plauso senza remore all’organizzazione tutta, che ha sposato (da anni) la causa della qualità, dimostrando con capacità come si possa organizzare eventi di un certo peso pur spostandosi dal centro pulsante della vita romana. Continue reading

Così, per caso, EilDentroEilFuori Eilbox84

Per una fortuita coincidenza, una di quelle che capitano quando non te le aspetti, il sabato prima di Pasqua ci ritroviamo a Le Mura di San Lorenzo, a gustarci un inaspettato live de EilDentrEilfuoriEilBox84, band capitolina dal fascino indiscutibile.
Sul palco in trio, il loro è uno show che diverte e conquista.
Un po’ pazzerelli, un po’ bravi per davvero, e con un nome dall’impossibile omonimia, gli Eee84 mischiano generi con una certa fascinazione per il noise rock, il progressive, il funk e i controtempi. Continue reading

Chaos Conspiracy: allacciate le cinture

Una bomba. E’ stata questa la prima descrizione che mi è venuta in mente appena ascoltato le prime tracce di “Indie rock makes me sick”, recente pubblicazione dei campani Chaos Conspiracy.
Una bomba, la cui deflagrazione, invece di annientarci ci riempie di energia e di voglia di spaccare il mondo.
Undici brani che volano via in trenta minuti come una corsa a perdifiato. Undici scatti creati con gusto e originalità, senza mai annoiare. Continue reading

MAI dire MEI – Un finale da brivido

Terza e ultima serata del MAI dire MEI. Lo abbiamo iniziato a seguire dai primi di ottobre e Rock e i suoi fratelli non poteva che esserci anche alla fine di questa bella rassegna nata dalla collaborazione tra Inocula Management, agenzia di management e promozione musicale di Roma, Mei – Meeting degli Indipendenti di Faenza e Angelo Mai. Altri quattro gruppi ad alternarsi sul palco con in premio la possibilità di esibirsi a Faenza in occasione del Mei.

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Un giro del mondo in low cost

Le strade di Rock e i suoi fratelli e de La Parola Persa si erano già incontrate in passato.
Il ricordo che conservavo di loro era quello di una band dedita ad un sound piuttosto vicino alla fusion e al funk, sperimentale  e totalmente strumentale.
Qualche giorno fa, quando mi è capitato per le mani il loro ultimo ep Low Cost, sono rimasto molto colpito dai cambiamenti di suono ed attitudine. Continue reading

Per un piatto di funk al ragù

Soul Ragù. Un titolo che dice molto più di quanto non si creda per l’ultimo album in studio dei Funkallisto.
Perchè soul è anima, e l’anima, questi brillanti musicisti, ce la mettono davvero tutta.
E perché “Soul Ragù” rende benissimo l’idea della commistione di generi, miscelati, cucinati con classe e dati in pasto  ad ascoltatori che da anni ormai associano il nome Funkallisto alla qualità, ma anche a quelli che del gruppo romano, non aveva mai sentito parlare.
Musica che unisce e che coinvolge, come una spaghettata in compagnia, appunto.

9 i brani in scaletta, 9 pietanze, e diverse novità.
Innanzitutto, una sezione fiati vera e propria, che allarga la formazione ad otto elementi e dona al sound della band una corposità nuova, aprendo a nuove ed intriganti soluzioni sonore.
In più, una sorpresa inaspettata: due ospiti vocali, e per la prima volta, sentiamo da loro dei brani “cantati”.
Si tratta di Adriano Bono, (Radici nel Cemento), per la title track, e, probabilmente più efficace, di Daouda  Mbow  (Afrobeat Messengers) per  Felafel.

Il risultato, in ogni caso. è un disco che scorre rapido e con grande allegria.
Funk unito a  musica afro-americana, al jazz, all’afrobeat: giri di basso coinvolgenti per un suono che ormai è un marchio di fabbrica.
Lunghe sessioni, brani nati senza dubbio da passione ed improvvisazione, cui questi ragazzi ci hanno abituato sin dai tempi di Ponte Sisto.
I pezzi, tutti con riferimenti più o meno “mangerecci”, evocano sensazioni diverse e fanno muovere il corpo e la testa a tempo.
Frullafro, da ascolatare ogni lunedì mattina per cominciare bene la settimana; Charangas, che ha il gusto piacevole della colonna sonora, Sea Seek dalle atmosfere sognanti e rilassate, come un piacevole dormiveglia; Capocotta dal trascinante ritmo tropicale.
Avanti così, perchè Soul Ragù è davvero un bel sentire.
Ancor di più, se vi capita di vederli suonare dal vivo.

Soul Ragù ha il sapore di:

Una scorpacciata di colori

Reviews from Jamendo – Gallara

Jamendo è una piattaforma web che raccoglie musica libera, la quale cioè può essere ascoltata e scaricata gratuitamente e legalmente, pubblicata con licenze Creative Commons o con la Licenza Arte Libera.
La musica può essere scaricata direttamente dal sito in formato MP3, oppure tramite BitTorrent in formato mp3 oppure Ogg.
Il 20 giugno 2008 ha raggiunto la quota dei 10.000 album pubblicati
(cfr Wikipedia).

Nasce oggi un nuova rubrica di Rock e i suoi fratelli.
Reviews from Jamendo segnalerà il meglio della musica proveniente dal mondo di Jamendo.

A cura di Vil Trio

I Gallara sono una interessantissima realtà  della musica italiana che hanno deciso di condividere la propria musica su Jamendo.
Gallara - 03 è un prodotto composto da 3 pezzi strumentali che si inseriscono nel solco delle colonne sonore dei 70s, rivedendole in salsa funk-elettronica molto psichedelica.

A farla da padrone è sicuramente la cavalcata I diafanoidi attaccano da Marte. Quasi nove minuti di un frullato che mescola psichedelia, hard rock e lounge in un “cocktail micidiale” che parte con una manciata di accordi: un riff quasi accademico, sovrapposto ad una voce che fa molto telecronca anni 70. Il riff – ingenuo – prosegue fungendo da fondamenta per le irrazionali sparate del resto del gruppo: siano esse sequenze concrete di effettistica, o di nuovo telecronaca, o ancora schitarrate gonfie di distorsione (più di un overdrive, ma meno di un metal zone), e gravide di wah-wah. Cavalca, il pezzo, come un cowboy al quale stiano fottendo la terra, interrotto da roventi e regolari squarci di hammond e cronaca. Un racconto della discesa di astronavi che si inserisce in pieno nel filone dei cartoni animati catastrofici. A saucerful of secrets ha insegnato tutto ai Gallara, visto che il brano, dopo l’impennata frenetica circa a metà , si risolve (un po’ come le righe del sodio in un reticolo di diffrazione), con un landscape epico fatto di hammond, chitarre distorte, e batterismo aperto e rassegnato. Chiude l’evento una sequenza rumorosa, quasi a suggellare l’avvenuto e totale omaggio ai primi Pink Floyd.

Gli altri brani sono anch’essi molto interessanti, ma sicuramente meno spettacolari.

L’Amantide è un bell’ entertainment costruito su un riff giocato tra basso batteria ed organo, che disegna spirali degne delle colonne sonore dei seventies, manco dovesse apparire da un momento all’altro un composto di capello crespo-occhiale-completo bianco scampanato e i SOCK-BAM-PUNCH sottolineati dai fiati. Gradevoli gli scambi tra chitarra e organo, supportati dai buoni effetti ritmici di sottofondo. Alla fine è un ottimo brano per accompagnare i vostri slide-show su Flickr.

Il grande colpo dei 4 uomini d’oro rivela – se ce ne fosse stato ancora il bisogno – l’anima più lounge e sound-track-friendly. I Gallara costruiscono un labirinto sonoro sghembo e povero di riferimenti. La progressione umida e colorata esplode in un PA-PA-PA, risposta psichedelica al PO-PO-PO, che dall’alto delle colline bolognesi appare come una versione lisergica dei Ricchi e Poveri (magari feat Ligabue, che pure ha fatto del PA-PA-PA uno dei suoi messaggi più incisivi).

Invitiamo dunque a scaricare, visto che è gratuito e completamente legale, il disco dei Gallara, e ad inserire I diafanoidi attaccano da Marte alla vostra playlist.