Freeze Frames, le visioni inquiete degli Stoop

Ecco una bella scoperta inaspettata.
Succede che un giorno  arriva un disco, lo si mette su, e qualcosa si muove.
Loro sono gli Stoop, e il disco di cui parliamo, si intitola “Freeze Frames“.
Una bella scoperta, ma perchè?
Innanzitutto perchè dentro c’è qualcosa di profondo e di terribilmente affascinante: la voglia, inappuntabile, di scavalcare gli schemi sonori tradizionali, cavalcandoli. Continue reading

Un giro con gli Uzzolo

Si chiamano Uzzolo e vengono dalla provincia di Mantova.
Sono un trio, e suonano insieme, ci dicono, da una quindicina d’anni.
L’affiatamento d’altra parte è la prima cosa che salta all’orecchio ascoltando il loro ultimo ep, “The loghino session – part one”.
Ci vuole affiatamento, e voglia di fare musica non solo come un gradevole passatempo, ma come un esigenza che arriva da dentro. Continue reading

Le avventure sonore dei Jarman

Una delle band che ci ha colpito ultimamente viene dalla Capitale: si chiamano Jarman, e hanno appena pubblicato un ep dal titolo “The Saint”.
I brani sono soltanto quattro, ma rappresentano un compendio sufficiente a far intendere che questi quattro giovani hanno del talento che vale la pena di raccontare.
Pezzi interamente strumentali, collocabili in quell’ampio calderone chiamato post-rock.
Una band dalla forte identità, la cui ricerca sonora è significativa. Quattro pezzi da cui emerge carattere che non va a perdersi ma mira dritto al bersaglio, costruendo un  percorso musicale ben delineato. Continue reading

Reviews from Jamendo: Stephane TV

A cura di Vil Trio

Gli Stephane TV sono un quintetto (voce-chitarra-basso-batteria-synth) di Pavia che suona un rock melodico contaminato con psichedelia e post punk. L’omonimo EP che mettono a disposizione su Jamendo è composto da quattro canzoni per più di un quarto d’ora di musica elegante e originale. Continue reading

TumorRow, ecco il domani dei Dirtyfake

Ecco una bella realtà della nuova musica che c’è in giro oggi.
I Dirtyfake, quintetto romano dal sound imprevedibile, aveva presentato in anteprima questo “TumorRow” in una puntata radiofonica di Rock e i suoi fratelli.
Allora vennero in dimensioni ridotte e suonarono alcuni dei nuovi brani in acustico. Pur limitati nella versione unplugged, la bontà delle composizioni saltò subito all’occhio (e all’orecchio).
Rimanemmo piacevolmente stupiti allora: assolutamente estasiati oggi. Continue reading

Ka mate Ka ora – elogio alla lentezza

“Entertainment in slow motion” è il titolo del nuovo album, uscito per la DeAmbula records, dei Ka mate Ka ora, trio pistoiese dedito ad un post rock intimo, shoegaze, a tratti psichedelico.
Non è un disco facile per il grande pubblico, perchè forse propaga sonorità spesso troppo dilatate per i ritmi isterici di questo mondo. Ci sarà di certo chi troverà questo lavoro noioso quanto basta per stopparlo dopo pochi brani.
A loro diciamo solo “non sapete cosa vi siete persi”.

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Reviews from Jamendo – QUARANTADUE

A cura di Vil Trio

I Quarantadue sono un quintetto lombardo (voce, chitarre, basso e batteria) che suona una miscela di stoner metal, post-rock e psichedelia.
Il prodotto che mettono a disposizione su Jamendo si chiama “L’estinzione è un gioco di squadra”, è composto da 5 brani per un totale di oltre 25 minuti di riff pesantissimi e urla sconnesse ma perfettamente controllate, come tradizione del genere vuole.

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Reviews from Jamendo – THE MORNING LIGHT

Reviews from Jamendo è da oggi anche musica da ascoltare. Tutti gli artisti recensiti in questa rubrica sono presenti nella playlist che puoi ascoltare dal player in homepage.

A cura di Vil Trio

I The Morning Light sono un quartetto (batteria-basso-chitarre-synth) che viene da Messina.
L’EP che mettono a disposizione su Jamendo è formato da cinque brani più un remix, per un totale di quasi venticinque minuti di musica variegata ed interessante. Continue reading

Una serata con i Rubik Freak

Spazio Ebbro ore 23.30. Il locale è pieno, i Rubik Freak sono sul palco da qualche minuto, ma non accennano ad iniziare la loro esibizione. Sto parlando e sorseggiando un amaro quando sento la voce di De Niro provenire dallo schermo dietro il palco.È una scena de Il Cacciatore, quella in cui Michael e Nick sono costretti a “giocare” alla roulette russa mentre i carcerieri scommettono su di loro.

Nel momento in cui Michael – De Niro inizia a sparare contro i suoi aguzzini il basso di Andrea Amici inizia a farsi prepotentemente sentire. Alessandro Salvati alla batteria si unisce subito dopo creando quel muro di suono su cui si appoggiano e si intrecciano le note delle chitarre di Maurizio Cerri e Valerio Chiolli. Il concerto è iniziato!

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